Il Portale della Valle D'Itria

Ceglie Messapica, è un comune italiano con più di 20.200 abitanti della provincia di Brindisi in Puglia. La cittadina vanta il riconoscimento di città d'arte e terra di gastronomia, è tra le più antiche della regione e fu fondata attorno al XV secolo a.C. La città di Kailìa è stata fondata dai messapi i quali la dotarono di un sistema difensivo e di avvistamento costituito da una serie di cinte di specchie. Posta in posizione strategica, al confine con i domini sottoposti alla Polis di Taranto, tra cui il prohuron di Pezza Petrosa nel territorio di Villa Castelli, Ceglie combatté insieme agli altri centri messapici, tra cui Oria contro la città di Taranto con alterne fortune. Passò sotto il dominio romano insieme agli altri centri della zona e fu rapidamente assimilata. Le dinamiche insediative di Ceglie medievale sono state ampiamente analizzate in un convegno di studi del 2009. Con i Longobardi il borgo è parte del feudo di Oria. In età normanna il centro è noto come Castellum Caeje, episodici sconfinamenti degli abitanti della vicina Ostuni spingono il castellano Paganus a delineare i confini con la città adriatica. Durante il regno dell'imperatore Federico II Celie de Galda è parte del feudo di Glicerio de Persona, ed è tenuta a contribuire alla manutenzione del castello di Oria. Carlo I d'Angiò condanna Glicerio per fellonia. I possedimenti dei de Persona sono confiscati e ceduti ad Anselino de Toucy[6]. Nel territorio circostante monaci italo-greci avevano fondato l'abbazia di Sant'Anna[7], alla periferia dell'odierno abitato e la chiesa della Madonna della Grotta. Il feudo passò in successione alle famiglie Orimi, Scisciò, Brancaccio, Dentice e fu per un sessantennio in possesso degli arcivescovi di Brindisi.Nel 1521 la chiesa matrice venne ricostruita come collegiata. Il 24 ottobre 1584, passò per permuta da don Cornelio Pignatelli, signore di Ceglie a don Ferdinando Sanseverino, conte della terra di Saponara. I Sanseverino ampliarono il castello, conferendogli approssimativamente la struttura attuale. Promossero la fondazione del convento dei Cappuccini, oggi scomparso, e di quello dei Domenicani, fino al 2005 sede del Comune. Ai Sanseverino subentrarono i Lubrano e i Sisto y Britto: all'estinzione di questa casata con il duca Raffaele, nel 1862, il castello e le residue proprietà dell'ex feudo furono ereditate dalla famiglia Verusio. Nel Risorgimento, a Ceglie fu costituita una vendita carbonara ad opera di Domenico Termetrio, originario di Cisternino, mentre Pietro Elia, amico personale di Giuseppe Mazzini, fondò una sezione della Giovine Italia che molto contribuì al riscatto dal dominio borbonico. Dopo l'annessione al Regno d'Italia, alla fine dell'Ottocento, Ceglie conobbe un periodo di fervore di cui sono testimonianza le opere e i monumenti realizzati in quegli anni: le chiese di San Gioacchino e di San Rocco, il Macello comunale, il cimitero, il teatro comunale, il convento dei padri passionisti, la torre dell'orologio in piazza Plebiscito. In questo periodo si stampò inoltre la rivista La scuola laica, diretta da Giuseppe Elia, che rimase n vita per oltre un biennio e raggiunse diffusione nazionale. All'inizio del Novecento la città che aveva ricevuto il nome di "Ceglie Messapico" come gli altri comuni del meridione, ebbe un costante incremento demografico, nonostante l'emigrazione all'estero di numerose famiglie contadine, sintomo della condizione socio-economica di quegli anni. Tra il 1920 ed il 1930 molti cittadini si trasferirono nella vicina Villa Castelli contribuendo al movimento per l'indipendenza da Francavilla Fontana.
Personaggi di rilievo nel Novecento furono il pittore futurista Emilio Notte e il matematico Cataldo Agostinelli.





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